Mi sono chiesta diverse volte, prima di auto-definirmi “cervello in fuga”, quali fossero i criteri che autorizzano un emigrato italiano a definirsi tale.
Propongo di seguito alcune delle definizioni che sostengono la mia corsa per il “titolo”. Ne citerò solo alcune di quelle che mi sono capitate sotto mano e che allargano la definizione di “talento” o “cervello in fuga” anche ai non ricercatori, categoria alla quale solitamente si attribuisce la qualifica.
- Secondo l’Enciclopedia Britannica la fuga di cervelli riguarda “l’abbandono di un paese a favore di un altro da parte di professionisti o persone con un alto livello di istruzione, generalmente in seguito all’offerta di condizioni migliori di paga o di vita”


