Scatta il piano d’azione per il rientro in Italia

Come da titolo del blog è scattata la pianificazione del rientro in Italia dopo cinque anni di Inghilterra.

La scelta non è stata e non è facile.  Di certo non aiuta la situazione economica che in Italia mi attende a detta di giornali, giornalisti, comici, amici e familiari vari. Proprio una delle mie amiche più care al mio annuncio ufficiale di rientro in Italia mi ha detto “no Natà…qua si fa la fame”. Pronta la mia risposta “al cuore non si comanda!”

E allora via con la strategia “ritorno al sud” che è partita nelle ultime settimane, contro tutto e contro tutti.

Primo passo: stesura e pianificazione del piano d’azione e della sua pronta alternativa. Chiamerò banalmente “piano A” e “piano B” i due programmi che ho in questa prima fase ideato.


Piano A: ricerca di lavoro in Italia da Londra

Invio CV e candidature da suolo straniero, il che, oltre alla speranza di dare un tocco “esotico” e di professionalità alle mie future candidature mi dà anche la possibilità di vedere quanto interesse il mio curriculum riscuote e di rendermi conto di che cosa potrei tornare a fare in Italia e per quali società/organizzazioni.

Non posso negare che aggiungere sotto al mio indirizzo la dicitura “al momento risiedo all’estero per motivi di lavoro” mi da anche un qualche inspiegabile motivo di orgoglio.

Il piano A prevede che io mi concentri sulla ricerca di un lavoro in Italia continuando però a tenermi attiva su territorio straniero.

Il primo passo è stato cominciare ad inviare un paio di curricula, non di più, solo per osservare se suscitavano un minimo di interesse.

Poi ho pensato bene di licenziarmi dal mio attuale lavoro attuale che non mi lascerebbe affatto libera di fare una ricerca di lavoro approfondita e regolare, cosa nella quale mi sono specializzata in questi anni di Londra e che so benissimo richiede tempo e concentrazione, soprattutto quando le domande per la candidatura sono fatte da aziende/organizzazioni che seguono dei processi selettivi ben strutturati.

Non essendo totalmente fuori di testa, pur riconoscendo di esserlo almeno in parte però, e cedendo alla richiesta del mio ex manager, ho deciso di accettare una posizione da freelance per la compagnia per cui ho lavorato fino ad ora come impiegata full-time. Quest’unica fonte di entrare non sarà necessaria di certo a mantenermi in maniera dignitosa, e proprio per questo mi sono messa alla ricerca di altre posizioni da freelance che, oltre a permettermi di organizzarmi il lavoro autonomamente, mi daranno anche la possibilità di non dover necessariamente attendere l’arrivo di un lavoro per fare della mia vita ciò che voglio e di muovermi con una certa libertà.

Questo primo programma prevede di non perdere la speranza di trovare un lavoro almeno per i prossimi sei mesi.

Piano B: ricerca di lavoro su territorio nazionale ma con pausa di riflessione

Vediamo invece ora il piano B che pure non disdegno. Questo prevede un ulteriore esilio, che preferisco chiamare piuttosto “pausa di riflessione”,  di 4 o 6 mesi su un’isola dove svernare e dare al mio organismo seriamente provato da questa ultima estate londinese al riparo dal più pallido e fiacco raggio di sole per la sua intera durata. Tutto ciò per donarmi nuova carica prima di tornare in Italia da disoccupata (ma sempre coi miei lavoretti da freelance) e iniziare la vera e propria ricerca del lavoro su territorio nazionale.

La scelta è dettata dalla consapevolezza di quanto sia economicamente vantaggioso vivere in località che d’estate si riempiono di turisti da tutta Europa, ma che d’inverno faticano ad attirare visitatori. Non solo però. Risponde infatti anche ad una mera esigenza di calore e di riposo.

Su quest’isola che per non rimanere troppo sul vago classificherò per ora solo come “tra le Baleari” continuerò la mia ricerca di lavoro. Qui potrei decidere di rimanere per tutta la vita, visto che siamo comunque al “sud”. Spero invece di trovarvi ristoro solo per qualche mese prima di tornare a casa in Italia.

Resto comunque aperta a qualsiasi possibilità e offerta…a proposito se ne avete una sapete dove trovarmi!

5 risposte a “Scatta il piano d’azione per il rientro in Italia

  1. Sono con te!
    forse creare un qualcosa da zero sarebbe la soluzione migliore…

    • Ciao Phil,
      grazie per il supporto!
      Sono da tempo alla ricerca dell’idea giusta da realizzare..e credo fermamente che ormai non sia più questione di cercare un lavoro, ma di crearlo, da zero!
      Bisogna solo trovarla quell’idea. Emigrare, viaggiare, cercare, tornare, e anche prendersi a volte una pausa di riflessione credo possano aiutare in questa ricerca.
      A presto e grazie ancora!

      • Ciao Natalia,
        piacere di conoscerti 😉
        direi di tenerci in contatto a questo punto…magari due teste sono meglio di una…qualche intuizione prima o poi verrà fuori…come tutto…è solo questione di tempo

        p.s. tu di che ti occupi?

      • Piacere mio!
        E per quanto riguarda il fatto che due teste siano meglio di una…beh…con me “sfondi una porta aperta” come si dice a Roma!
        Per me “l’unione fa la forza” è un motto di vita più che un modo di dire!
        Se ti va scrivimi in privato al mio indirizzo email che trovi nella pagina “contattami” così ci facciamo due chiacchiere!
        A presto allora!
        N.

  2. Pingback: Ricerca di lavoro in Italia – Parte I: Il colloquio conoscitivo | A me piace il sud

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